COMUNICATO STAMPA
Forum Nazionale movimenti per l'acqua pubblica
Referendum acqua: superate le 350mila firme raccolte
Dopo un altro straordinario fine settimana di banchetti, abbiamo superato le 350mila firme. Sono passati solo 15 giorni di raccolta firme e siamo già a metà strada rispetto all'obiettivo che il Comitato Promotore dei referendum sull'acqua si era posto all'inizio della campagna (700mila firme entro luglio). Ci sono regioni, come la Liguria, che hanno già raggiunto l'obiettivo finale della raccolta. I banchetti, organizzati in piccolissimi centri montani come nelle isole Eolie, hanno registrato lunghe file di cittadini in attesa di firmare per l'acqua pubblica.
Nonostante non ci fossero grandi manifestazioni di piazza (come avvenuto per il 25 aprile e per il primo maggio) lo scorso fine settimana ha eguagliato i precedenti come numero di firme raccolte. Il lavoro di migliaia di volontari in tutta Italia e la determinazione dei firmatari hanno permesso di ottenere un altro risultato eccezionale.
La raccolta va avanti fino alla prima settimana di luglio, visto che entro il 20 dello stesso mese le firme dovranno essere depositate presso la Corte di Cassazione. Si scrive acqua, si legge democrazia. Le informazioni e la mappa dei banchetti su
www.acquabenecomune.org

Roma, 11 maggio 2010
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Incontro pubblico con Marco Bersani Martedì 7 febbraio a Civitanova Marche.
Un'occasione importante per tornare a confrontarci tutti sulla battaglia per l'acqua bene comune, dopo aver difeso il servizio idrico dal decreto liberalizzazioni, ma con un esito referendario sotto attacco delle privatizzazioni dei servizi pubblici locali imposte dalle ultime manovre.
Petizione Chi decide sui trattati europei e sulle modifiche alla Costituzione ?
E' nell'iter di approvazione un importante trattato europeo che concentra sempre più il potere in alto, in poche mani -quelle stesse che ci hanno portato nella situazione attuale- e che cambia la nostra costituzione.
Vi invitiamo a firmare una petizione per richiedere due referendum in proposito.
I Comuni per i beni comuni
Un appello del sindaco di Napoli, Luigi De Magistris.
Propongo una data : il 28 gennaio. Propongo un luogo: Napoli. E soprattutto propongo un tema di confronto che abbia come protagonisti gli amministratori, i movimenti, le associazioni, le cittadine ed i cittadini: vediamoci e discutiamo insieme di come uscire dalla crisi economica ma anche da quella politica.
Turbogas:Comunicato Stampa del Comitato Sviluppo Sostenibile Valcesano
Turbogas:Le prime amministrazioni comunali hanno deliberato l'o.d.g. proposto il 4 novembre u.s. all'assemblea pubblica di Monte Porzio
#OCCUPY ANCONA
Sabato 17 Dicembre ore 17:00 - Piazza Roma.
Giornata dell'opposizione sociale al governo Monti.
In piazza per una presa di parola collettiva, contro la manovra finanziaria e contro le politiche di austerità del governo Monti. Insieme dal basso costruiamo l'alternativa.
Comunicato Stampa Comitato Marchigiano dei Movimenti per l’Acqua
La IV Commissione Consiliare della Regione Marche ha licenziato la proposta di Legge n.157 concernente "DISPOSIZIONI IN MATERIA DI RISORSE IDRICHE E DI SERVIZIO IDRICO INTEGRATO".
La provincia di Pesaro e Urbino si fa bio. Due incontri per promuovere GAS e filiere biologiche.
Questa settimana due incontri promossi dalla Rete di Economia Etica e Solidale delle Marche nell'ambito del progetto “Oggi si Acquista Bio”, co-finanziato dalla Regione Marche, con l’attiva partecipazione dei GAS del territorio.
Comunicato Stampa Rees Marche su Agricoltura Biologica
A seguito della scoperta truffa dei falsi certificati biologici assegnati a produzioni agricole da funzionari di enti certificatori compiacenti la Rete di Economia Solidale REES MARCHE ringrazia il corpo della Guardia di Finanza e sostiene con forza l'importanza di approfondire le indagini sulle filiere del settore agro-alimentare attraverso controlli capillari per scoraggiare truffe a danno dei consumatori e dei reali coltivatori con metodi di Agricoltura Biologica, che sono tra le prime vittime di questo inganno.
Allevare pesci, gamberi e piante in un capannone industriale in disuso
Realizzato nelle Marche il primo impianto italiano per la produzione sinergica ecosostenibile di pesci, gamberi e verdure, ospitato dentro un capannone industriale.
Nuove possibilità occupazionali, risparmio idrico, alimenti prodotti a chilometri zero sono alcuni dei vantaggi del sistema.
La carta di credito di Monti è già in default
Che cosa si aspetta ancora? Oramai è chiaro che le misure che si prepara ad adottare il governo Monti sono di un'iniquità sociale mostruosa.
Progetto di solidarieta' con le aziende agricole abruzzesi
Per dare un contributo diretto alle aziende che a causa del sisma del 6 aprile 2009 hanno subito danni sia diretti che indiretti (interruzione della commercializzazione in primo luogo, azzeramento delle presenze turistiche anche nelle zone non direttamente devastate dal sisma, ecc.)
La vera soluzione per risolvere il problema economico è il ritorno alla sovranità monetaria.
Comunicato Stampa - Paolo D'Arpini.
[...]Insomma il denaro che abbiamo in tasca ha valore solo perchè noi gli diamo quel valore, in se stesso non vale nulla nemmeno il costo dei colori e della carta (praticamente inservibile per qualsiasi uso concreto). [...]
In Piazza per l' acqua, i beni comuni e la democrazia
Vogliamo con questa manifestazione lanciare la campagna di “Obbedienza civile”, che, obbedendo al voto referendario della maggioranza del popolo italiano, esiga da subito l’eliminazione dalle tariffe della parte relativa ai profitti garantiti.
La storia delle cooperazione di solidarietà sociale in Italia
Il Consorzio Solidarietà è stato selezionato tra 14.000 cooperative sociali italiane per raccontare la storia delle cooperazione di solidarietà sociale in Italia in un volume (Titolo: Buon Lavoro di Carlo Borzaga e Francesca Paini con prefazione del Premio Nobel Elinor Ostrom. Edito da Altra Economia) che sarà presentato in anteprima oggi a Roma in occasione del Convegno Nazionale "Noi Welfare", presso l'Auditorium Conciliazione.
La soluzione facile, immediata, definitiva ed unica ai problemi del debito pubblico e della recessione
Pubblichiamo, in allegato pdf, un importante contributo per risolvere i problemi economici, sociali e di civiltà in cui ci troviamo. Aggiornato al 2.01.12 con ulteriori argomentazioni e proposte. Per piacere scaricatelo, leggetelo, se lo approvate inviatelo per e-mail e su mailing list, pubblicatelo per intero sui vostri siti e blog, diffondetelo il più ampiamente possibile.
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Rinviati a giudizio dirigenti Enel
<p>Sono stati rinviati a giudizio, dal Gup di Rovigo, alcuni esponenti di primo piano di Enel, legati all'inchiesta che ha coinvolto la <strong>centrale di Porto Tolle </strong>(Rovigo), per "omissione dolosa di cautele contro disastri e infortuni sul lavoro, in concorso". Il rinvio a giudizio riguarda i vertici della centrale in servizio tra il 1998 ed il 2009. Tra i nomi spiccano quello dell'Amministratore Delegato, Fulvio Conti e quelli degli ex Franco Tatò e Paolo Scaroni assieme ad altre sette persone tra funzionari Enel ed ex direttori della centrale polesana.</p>
<p>Secondo la Procura rodigina gli imputati, «ciascuno limitatamente ai periodi di rispettiva competenza», avrebbero omesso di collocare e far collocare impianti e apparecchi destinati a prevenire disastri ambientali e infortuni sul lavoro. In particolare, l'insorgenza o l'accentuarsi di malattie respiratorie, asma e rinite allergica e malattie cardivascolari, legate all'inalazione e ingestione di sostanze inquinanti emesse in atmosfera dal 1998 al 2004 dalla centrale di Porto Tolle.</p>
<p>La procura ttribuisce la responsabilità agli imputati del mancato adeguamento degli impianti durante il funzionamento della centrale ad olio combustibile per ridurre le sue emissioni; adeguamento che sarebbe stato un obbligo in base alle direttive emesse dalla Unione Europea. A patire le conseguenze di questo mancato adeguamento e dell'esposizione alle emissioni inquinanti della centrale, secondo la Procura che attinge ad uno studio epidemiologico effettuato dalle Asl di Rovigo ed Adria per il periodo che va dal 1998 al 2006, sarebbero stati soprattutto i bambini, da zero a 14 anni, residenti nei comuni di Porto Tolle, Porto Viro, Ariano nel Polesine, Taglio di Po, Rosolina, Mesola. Questi, secondo lo studio, hanno mostrato patologie legate a malattie respiratorie. «In particolare - scrive la Procura rodigina - per il periodo '98-2002 è stato calcolato nella misura dell'11% di tutti i ricoveri la percentuale legata alle patologie respiratorie»</p>
<p>L'azienda affida a un breve commento la sua replica: "Enel, nella piena convinzione di aver sempre operato nel rispetto delle leggi e nell'interesse della collettività, attende con fiducia il giudizio di merito".</p>
Domani la Giornata nazionale, convegno al Ministero
<p>Fare il punto sulla ricerca scientifica e ragionare sulla situazione e sulle prospettive di una rete regionale per le persone in stato vegetativo. E' l'obiettivo del convegno<strong> "Stati vegetativi e di minima coscienza in Italia: epidemiologia, ricerca, assistenza, ruolo di una rete regionale"</strong> organizzato in occasione della seconda Giornata nazionale degli stati vegetativi, istituita con direttiva del presidente del Consiglio dei ministri del 26 novembre 2010, al ministero della Salute per giovedi' 9 febbraio.</p>
<p>Il convegno - informa una nota - sara' aperto alle 10 dall'intervento del ministro della Salute, Renato Balduzzi. Nel corso della mattinata, dedicata alla ricerca scientifica, saranno presentati i risultati del <strong>Progetto nazionale di ricerca "Funzionamento e disabilita' negli Stati vegetativi e negli Stati di minima coscienza"</strong> finanziato dal ministero della Salute, attraverso il Centro nazionale prevenzione e controllo malattie e condotto dalla Fondazione Irccs Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano in collaborazione con l'Universita' Cattolica del Sacro Cuore. Nel pomeriggio, invece, a confrontarsi saranno istituzioni, medici, strutture, aziende e le associazioni familiari che compongono la rete di assistenza per le persone in stato vegetativo.</p>
<p>Tra gli altri parlera' Fulvio De Nigris, che ha coordinato la redazione del<strong> Libro bianco sugli stati vegetativi e di minima coscienza.</strong> Alla giornata prendera' parte, attraverso un contributo filmato realizzato appositamente, l'autore e attore teatrale Alessandro Bergonzoni, da tempo impegnato a sostegno del volontariato e della ricerca sul coma, testimonal dell'Associazione Amici di Luca.</p>
Germania: scandalo per i fondi-morte Deutsche Bank
<p>Il nome è criptico, e forse non a caso: "Db Kompass Life". Così vengono definiti alcuni fondi - piuttosto speciali - della Deutsche Bank che negli ultimi giorni stanno procurando una valanga di critiche alla prima banca tedesca, poiché in pratica l'investimento altro non è che <strong>una scommessa sull'aspettativa di vita di un gruppo di persone. </strong></p>
<p>A grandi linee il DB Kompass Life 3 funziona così: se le persone di riferimento su cui si "punta" vivono a lungo ci guadagna la banca, nel caso contrario a trarre profitto è l'investitore. Il campione di riferimento sono 500 cittadini americani over 70, le cui condizioni di salute vengono monitorate costantemente. Le polemiche sono nate solo adesso, con il Db Kompass Life 3, terza versione del Db Kompass Life 1 e 2. Nei primi due, i fondi della Deutsche Bank erano costituiti da polizze di cittadini statunitensi che non potevano più permettersele e le rivendevano a istituti e fondi hedge. Ma per la terza versione la DB non è riuscita a trovare un numero sufficiente di polizze assicurative e allora<strong> le ha sostituite con polizze sulle vite reali di un gruppo di persone tra i 75 e gli 82 anni.</strong> "Il modello finanziario di questo fondo, a nosto parere, è contrario alla nostra morale e alla dignità umana", ha tuonato l`Associazione banche tedesche citata dalla Frankfurter Allgemeine Zeitung.</p>
Amref a Fini: doveroso stabilizzarlo
<p>Hanno parlato anche del 5 per mille, tra gli altri argomenti, i dirigenti dell'Amref che ieri 7 febbraio hanno incontrato il presidente della Camera Gianfranco Fini. <strong>Una delegazione di AMREF Italia, guidata dal Presidente Mario Raffaelli</strong>, ha voluto così ricordare, nel 25° anniversario della sua fondazione, l’operato ed alcune delle più urgenti istanze dell’organizzazione sanitaria internazionale, nata in Africa per l’Africa nel 1957.</p>
<p>Il Presidente della Camera è stato informato dello scenario di grande difficoltà nel quale lavorano le Organizzazioni non governative. Amref ha sottolineato come, se il quadro legislativo in cui opera la cooperazione italiana è vetusto e il livello dei finanziamenti istituzionali è gravemente inadeguato, si aggiungono alcuni punti critici del sistema fiscale e burocratico (ad esempio il peso di IRAP e IVA per le Onlus, la revoca del sistema delle tariffe postali agevolate); inoltre<strong> l’instabilità dell’istituto del 5 per mille costringe il non profit in Italia a operare in uno stato di "disabling environment". </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Amref inoltre ha portato all’attenzione del Presidente della Camera la necessità di promuovere la creazione di <strong> nuovi spazi informativi nel servizio pubblico</strong> sui temi della cooperazione allo sviluppo; di portare all’ampliamento delle potenzialità d’azione e promozione del Segretariato Sociale Rai, "oggi in difficoltà dinanzi alla sproporzione tra gli esigui spazi disponibili e le richieste delle Onlus"; di scongiurare il ridimensionamento delle sedi Rai internazionali e la chiusura di RaiMed.</p>
<p>Il Presidente Fini ha garantito il suo impegno a favorire la nascita di <strong>un gruppo di lavoro trasversale alle forze politiche presenti in Parlamento</strong>, che metta a punto un pacchetto di provvedimenti perseguibili, utili a superare lo stato di disagio denunciato da Amref. Fini si è impegnato anche a sostenere, con il patrocinio della Presidenza della Camera, l’evento pubblico che Amref organizzerà nella prossima primavera per festeggiare il suo 25° anniversario, evento che vedrà al centro proprio l'Africa, i casi di successo e di sviluppo che il nostro Paese può annoverare nei confronti del Continente "col quale condividiamo le frontiere e le prospettive di sinergia che si possono ancora creare".</p>
<p><strong>Oggi Amref conta su uno staff di 900 persone, il 97% delle quali africane</strong>, e gestisce circa 140 progetti di sviluppo sanitario in Etiopia, Kenya, Sudafrica, Sud Sudan, Tanzania e Uganda, con il coinvolgimento attivo delle comunità e dei sistemi sanitari locali</p>
Arriva il vino "Leo" in omaggio al Messi solidale
<p>L’azienda vinicola Valentin Bianchi è una delle più famose d’Argentina, paese sudamericano che con il Cile si contende da sempre il primato enologico in America latina. Forse per questo <strong>ha deciso di lanciare dal 1 aprile prossimo il marchio vinicolo “Leo”, in omaggio al calciatore del Barça </strong>nonché miglior giocatore al mondo per la FIFA e, naturalmente, nessun rischio che l’idea sia rubata dai competitors cileni.</p>
<p>Lionel Messi, tre volte Pallone d’Oro, è anche <strong>è impegnato nella Fundación Leo Messi</strong> che si occupa di infanzia – “tutti i bambini devono avere l’opportunità di fare sport” ha detto lui - ed alla quale andranno parte dei ricavati dalla vendita delle bottiglie di Merlot e Cabernet Sauvignon. Cin cin! </p>
E ora lavoce.info si inventa “i presunti invalidi"
<p>Adesso spunta persino<strong> la categoria dei “presunti invalidi”</strong>. La definizione è di <strong>Andrea Tardiola, esperto di welfare, con esperienza maturata anche in incarichi ministeriali,</strong> che nel portale “lavoce.info” pensa di scoprire una nuova falla nel sistema che regola il meccanismo delle certificazioni di invalidità. Tardiola parte da un dato: <strong>nel 2010 sono state presentate circa 1 milione 170 mila nuove domande, ma sono stati liquidati “solo” 426 mila nuovi assegni.</strong> E attribuisce la causa di questa mole di pratiche burocratiche che, a suo giudizio, non vanno a buon fine, al peso eccessivo che avrebbero ora in Italia i patronati e perfino i medici di famiglia. <strong>Conclusione: occorre eliminare incentivi a patronati e medici.</strong> <strong>Pronta la reazione di Inas Cisl</strong>: «Per quanto concerne l’affermazione che il 95% delle istanze di riconoscimento dello status di invalido è stato presentato dai patronati nel 2010 – <strong>scrive il presidente Antonino Sorgi </strong>-, tale dato corrisponde al vero ed è conseguenza non solo del fatto che il patronato è il primario riferimento in tema di diritti dei cittadini, ma anche del fatto che la procedura per la presentazione <strong>dell’istanza è esclusivamente telematica.</strong> La difficoltà dei cittadini ad utilizzare questo canale e la frequente indisponibilità delle sedi Inps a fornire informazioni all’utenza, a causa delle attestate carenze di personale, rendono necessario un forte intervento dei patronati a sostegno dell’utenza».</p>
<p><strong>Già: la procedura telematica, divenuta obbligatoria, è talmente complessa </strong>– anche a detta degli esperti del settore – che difficilmente un cittadino potrebbe da solo effettuarla accedendo con il proprio Pin al sito dell’Inps. Senza contare che <strong>gli incentivi per i patronati scattano solo in caso di ottenuto beneficio economico</strong> da parte del cittadino, quindi la teoria di Tardiola vacilla da sola.</p>
<p>Ma c’è un altro elemento fondamentale che rende quanto meno assai azzardata – oltre che pericolosa, viste le precedenti campagne ministeriali sui “falsi invalidi” – la teoria dei “presunti invalidi”. Quando si fa richiesta di accertamento <strong>per certificazione di invalidità non necessariamente si pensa di ottenere una percentuale pari almeno al 75% che è la premessa per benefici economici. </strong>Infatti è sufficiente – ma anche necessario! – il riconoscimento di una invalidità inferiore (mettiamo il 35%) <strong>per accedere a servizi e opportunità </strong>(come ad esempio il lavoro), senza che questo debba comportare una spesa per pensioni o indennità. Non solo: <strong>nel mare di quelle pratiche sono conteggiate anche le ossessive revisioni fissate dalle stesse ASL.</strong> E poi ci sono gli anziani che hanno comunque bisogno di una certificazione di invalidità per accedere a prestazioni sociosanitarie.</p>
<p>Insomma un calderone che meriterebbe ben altro approccio. Prendersela coi patronati o con i medici di famiglia (che non possono sottrarsi alla richiesta del cittadino, del tutto lecita, di un accertamento medico-legale di invalidità), e inventarsi i “presunti invalidi” è comunque un segnale inquietante dello stato di confusione nel quale troppi osservatori (“tecnici”?) cadono quando maneggiano cifre e statistiche senza forse la conoscenza concreta specifica del contesto.</p>
<p><strong>Aggiunge acutamente il presidente del patronato Inas Cisl:</strong> «Potremmo discutere, ad esempio, dell’inefficienza del sistema di gestione della presentazione delle domande – così come ideato e costruito dall’Inps - e dei problemi di natura tecnica delle procedure informatiche che, in molti casi, precludono ai cittadini la possibilità di rivendicare un diritto. Mi preme sottolineare, infatti, che l’efficacia e l’efficienza dell’intero sistema di riconoscimento di tutte le provvidenze di natura previdenziale, assistenziale e infortunistica, <strong>è questione di primario interesse, a partire dal tema del contenzioso</strong>, i cui esiti – nella maggior parte dei casi – risultano a favore dei cittadini”. Già.</p>
<p>Insomma, questa volta, lavoce.info è quanto meno stonata.</p>
Verso lo stop degli allevamenti per vivisezione
<p>Un <strong>Progetto di legge che vieta l’allevamento di cani, gatti e primati non umani per fini di sperimentazione in tutto il territorio lombardo</strong>. È la proposta presentata oggi a Palazzo Lombardia da Roberto Formigoni con l’ex ministro Michela Brambilla e i consiglieri Giorgio Puricelli e Rienzo Azzi che ne sono gli autori.</p>
<p>Il Progetto di legge dl recepisce quanto disposto al punto c) dell'art. 16 della legge comunitaria approvata nei giorni scorsi alla Camera. Il presidente Formigoni ha spiegato che «in seguito al dialogo con l'onorevole Brambilla abbiamo dato mandato agli uffici di studiare un provvedimento normativo che possa affrontare questo tema a livello regionale». <br /> In pratica, <strong>in Lombardia questa legge costringerebbe alla chiusura</strong> <strong>l'unico allevamento italiano di cani beagle destinati alla vivisezione</strong>, il <strong>Green Hill</strong> di Montichiari, da tempo oggetto di continue proteste per il trattamento inadeguato degli animali.</p>
<p>Il Progetto di legge infatti vieta (art.1) “l'allevamento di cani e gatti e primati non umani destinati alla sperimentazione” e (art.2) punisce i trasgressori con adeguate sanzioni amministrative (fino a 150.000 euro, 300.000 in caso di recidiva). Le somme introitate saranno destinate alle Asl competenti per il territorio. </p>
<p>Il presidente Formigoni ha colto l’occasione per ricordare la sensibilità che Regione Lombardia ha mostrato in passato nei confronti della tutela degli animali e che «questa iniziativa si inserisce in un pacchetto di norme già in vigore che abbiamo approvato negli ultimi anni». Tra queste l'istituzione dell'Anagrafe canina regionale, completamente informatizzata, a cui sono già iscritti 860.000 cani. <br /> Tre sono invece i bandi emanati negli ultimi mesi, per un importo complessivo di 5 milioni di euro, tre dei quali verranno utilizzati per il risanamento di rifugi pubblici e la costruzione di 23 nuove strutture, 1,4 milioni verranno utilizzati per la sterilizzazione di cani e gatti e i restanti 600.000 per la costruzione di uffici a tutela degli animali (Info center) provinciali e comunali.</p>
Anche l'Osservatore romano scende in campo
<p>Anche sulla prima pagina dell<strong>'<em>Osservatore romano </em>trovano spazio le cronache provenienti dalla Siria</strong>. In un servizio dal titolo significativo "violenze senza tregua", il giornale della Santa Sede aggiorna sugli ultimi sviluppi riferendo in particolare della richiesta del Segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, affinchè "cessino immediatamente" gli scontri.</p>
<p><strong><em>L'Osservatore romano</em></strong><em>,<strong> r</strong></em><strong>iporta le parole del Segretario generale delle Nazioni Unite, </strong>secondo il quale "la mancanza di accordo all'interno del Consiglio di sicurezza dell'Onu non dà la licenza alle autorità siriane di intensificare le violenze contro la popolazione".</p>
<p>Proprio ieri il direttore della Sala stampa della Santa Sede, <strong>padre Federico Lombardi, </strong>aveva sottolineato all'Adnkronos che da parte della Santa Sede "c'è preoccupazione e partecipazione per le vittime civili e per una situazione caratterizzata da una violenza crescente e dalla difficoltà di trovare soluzioni". "È chiaro - aggiungeva Lombardi - che questa è una delle preoccupazioni vive e presenti, del resto anche il Papa nel discorso davanti al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede il 9 gennaio scorso aveva toccato la questione" lanciando un forte allarme per l'aumento delle violenze.</p>
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I 50 anni del Pime di Milano
<p>Celebra i suoi primi 50 anni il <strong>Centro missionario Pime di Milano</strong>, Per questa occasione, sabato 11 febbraio (ore 15) nella sede di via Mosè Bianchi si terrà il convegno dal titolo <em><strong>“50 anni del Centro Pime di Milano, fra memoria e futuro”.</strong></em></p>
<p>Nel corso dell'evento i missionari del <a href="http://www.pimemilano.com">Pime </a>si confronteranno con esponenti di spicco della realtà milanese. Dopo i saluti ai partecipanti di padre Bruno Piccolo, superiore Pime Italia, si affronterà il tema “Mezzo secolo di cammino del Centro cultura e animazione missionaria Pime di Milano”.</p>
<p>Dopo l’introduzione di padre Gian Paolo Gualzetti, direttore del Centro Pime; sono in programma gli interventi di padre Piero Gheddo su “Le origini, le radici”, padre Massimo Casaro su “Una storia di laboriosa fedeltà”, di Andrea Zaniboni su “La sfida educativa”.</p>
<p>Alla tavola rotonda sul tema “In missione nella città e a servizio della città, aperti al mondo”, intervengono Maria Grazia Guida, vicesindaco di Milano, Aldo Bonomi, sociologo, Ferruccio De Bortoli, direttore del Corriere della Sera, Mariella Enoc, vicepresidente della Fondazione Cariplo, mons. Giuseppe Maffi, rettore maggiore dei seminari milanesi.</p>
<p>Concluderà la serata un aperitivo in concerto.</p>
In Toscana duemila richieste di contributo all'affitto
<p>Sono <strong>duemila i giovani toscani che hanno chiesto alla Regione un contributo sull'affitto </strong>di una abitazione per uscire dal nucleo familiare di origine. La notizia viene dal presidente della Toscana Enrico Rossi che questa mattina ha firmato un protocollo d'intesa con molte realtà giovanili toscane (30 strutture giovanili di altrettante realtà produttive, sociali, di categoria, sindacali, del terzo settore, degli enti locali)<strong> per istituire il "tavolo Giovani Sì",</strong> strumento di collegamento permanente fra Regione Toscana ed eterogeneo mondo, pubblico e privato, delle politiche giovanili.</p>
<p>È stata l'occasione per fornire i primi dati su quel progetto ("Giovani Sì. Progetto per l'autonomia dei giovani") che si pone l'obbiettivo di "garantire dinamismo e opportunità all'universo giovanile toscano in termini di sviluppo delle capacità individuali, emancipazione e partecipazione sociale".</p>
<p>Fra i diversi "fronti" già aperti sul progetto regionale, è da pochi giorni scaduto il primo bando <strong>per i contributi sull'affitto di abitazioni per ragazze e ragazzi under 34: più di 1.300 le domande presentate (in termini numerici significano circa 2.000 giovani coinvolti)</strong> per concorrere ai contributi regionali (compresi fra i 150 e i 350 euro al mese fino a un massimo di tre anni). A marzo le graduatorie. E subito dopo un nuovo bando.</p>
In Italia e a Lourdes la XX Giornata del Malato
<p>Non solo a Lourdes, ma anche in Italia l’Unitalsi celebra l’anniversario dell’apparizione della Vergine a Bernardette, nel segno dell’attenzione ai malati e ai portatori di disabilità. È infatti in programma il tradizionale appuntamento Unitalsi di sabato 11 febbraio a Roma. Ammalati e disabili parteciperanno, a partire dalle ore 10 alla celebrazione liturgica prevista nella Basilica di San Salvatore e San Giovanni presieduta dal Cardinal Vicario Agostino Vallini,<br /> «Il nostro impegno, al servizio della malattia e della sofferenza - dice Salvatore Pagliuca presidente Nazionale Unitalsi - può diventare scuola di speranza. Perché non è lo scansare la sofferenza, la fuga davanti al dolore, che guarisce l’uomo, ma la capacità di accettare la tribolazione e in essa di maturare, di trovare senso mediante l’unione con Cristo, che ha sofferto con amore».</p>
<p>L’11 febbraio, memoria dell’apparizione della Vergine Maria a Santa Bernardetta, si celebra anche la XX Giornata Mondiale del Malato, voluta dal beato Giovanni Paolo II, dal titolo “Alzati e va’; la tua fede ti ha salvato”. L’immagine biblica dell’incontro di Gesù con i dieci lebbrosi mette in risalto l’importanza della fede per coloro che, gravati dalla malattia, si avvicinano al Signore per ricevere il dono della guarigione fisica e spirituale - è la riflessione dell'assistente nazionale Unitalsi, monsignor Luigi Marrucci, vescovo di Civitavecchia e Tarquinia sulla ricorrenza religiosa.</p>
<p>«Oggi più che mai - ha aggiunto Pagliuca - abitiamo una società che prova a negare la realtà della sofferenza, per lasciare spazio solo al bello e al perfetto. La nostra esperienza associativa - particolarmente legata al messaggio della Grotta di Lourdes - è alimentata, invece, dalla gioia vera di tanti amici che hanno saputo leggere la propria condizione di sofferenza quale segno di attenzione del Signore».</p>
Riccardi: il Governo pronto a cambiare rotta
<p>"Per noi le politiche europee costituiscono un riferimento per una politica del governo che su questo tema vuole continuare e rinnovarsi". Così <strong>il ministro per la cooperazione e l'integrazione Andrea Riccardi </strong>ha spiegato la sua richiesta di incontrare a Bruxelles per un "primo contatto" le commissarie Ue Cecilia Malmstroem e Viviane Reding sulle "<strong>problematiche dell'immigrazione, dell'integrazione e dei Rom</strong>".</p>
<p>Il ministro non ha però voluto parlare di "cambiamenti" rispetto all'esecutivo Berlusconi, ma ha sottolineato di avere "fatto tesoro delle esperienze e delle critiche del precedente governo", in base a cui "<strong>ora cerchiamo di elaborare una fase politica</strong>" successiva.</p>
<p>Sulla questione dei<strong> Rom</strong>, in particolare, Riccardi ha ricordato di essere "al lavoro" e di avere aperto un tavolo con le amministrazioni locali delle principali città italiane, tra cui Torino, Milano e Roma, che tornerà a riunirsi già la prossima settimana.</p>
Est Europa, l'inferno dei calciatori
<p>“Mi chiamo <strong>Rodoljub Marjanovic</strong>, ho 23 anni, sono un calciatore professionista della Serbia. Due anni ho firmato un contratto con l’FC <strong>Hadjuk Kula</strong>. Per sei mesi non sono stato pagato, poi sono stato costretto a recidere il mio contratto presso la federazione serba. <strong>Ho voluto difendermi, ma il direttore finanziario del club mi ha detto che sarei stato ucciso se non ritiravo la denuncia</strong>. Stavo male, anche perché il direttore finanziario, <strong>Nikola Dzomba</strong>, è molto in Serbia per essere qualcuno disposto a tutto. Ero in uno stato psicologico tale che ho detto ai media di essere pronto a immolarmi con il fuoco davanti alla sede della federazione serba”.</p>
<p>Quella di Marjanovic è una delle tante, tantissime <strong>testimonianze raccolte dal Sindacato internazionale dei calciatori professionisti (FIFPro) nell’Europa dell’Est</strong>, dove molti di coloro che hanno deciso di tentare l’avventura calcistica vivono le pene dell’inferno.</p>
<p>“Dopo aver raccolto informazioni sempre più precise e concordi, nel luglio 2011 abbiamo deciso di creare una task force per l’Europa dell’Est e di lanciare una grande inchiesta per determinare con esattezza la gravità della situazione” spiega il <strong>Segretario generale della FIFPro, Theo Van Seggelen</strong>. E le conclusioni raggiunte nel rapporto pubblicato oggi sono a dir poco allarmanti. “L’UEFA sosteneva che la corruzione”, uno dei tanti mali segnalati dai 3.557 calciatori coinvolti nell’inchiesta, “non era un problema di primo piano. Ora spero che <strong>Michel Platini</strong>, il suo presidente, ammetterà che la situazione è allarmante e che il fair-play non basta per porvi rimedio. Ma è anche necessaria la collaborazione dei governi e delle istanze europee, che devono affrontare la situazione di petto perché da sola, la FIFPro rimarrà impotente”.</p>
<p>Leggendo le anticipazioni fornite da Le Monde sui contenuti di quello che ormai potremmo chiamare il “<strong>libro nero del calcio europeo dell’Est”</strong>, c’è da chiedersi come sia stato possibile che in tutti questi anni l’UEFA di Platini non abbia mai denunciato le condizioni surreali in cui versano molti calciatori nell’Est Europa. La risposta sta probabilmente nei <strong>campionati europei di calcio che si terranno a giugno in Ucraina e Polonia</strong>, una prima assoluta, e attorno ai quali ruotano interessi finanziari e d’immagine enormi per l’UEFA e l’insieme del calcio europeo.</p>
<p><strong>Polonia e Ucraina, non solo paesi ospiti dell'Euro 2012</strong></p>
<p>A Platini non farà certo piacere leggere nel rapporto della FIFPro che in <strong>Polonia</strong> “le <strong>violenze, le intimidazioni, le molestie e il razzismo sono fenomeni molto seri</strong>”. Su 212 calciatori attivi in questo paese, il 42,9% sostengono di non percepire lo stipendio in tempi dovuti. Il 15,6% rivela inoltre di allenarsi fuori dal gruppo, ma soprattutto il 6,2% dicono di essere stati avvicinati da personaggi della criminalità organizzata per truccare le partite.</p>
<p>In <strong>Ucraina</strong>, su 363 coinvolti nell’inchiesta, il 13% dicono di essere al corrente dell’esistenza di gare corrotte nel loro campionato e il 7,6% di essere stati contattati per alterare i risultati delle partite in cui avrebbero giocato.</p>
<p>Oltre a Polonia e Ucraina, altri tredici paesi sono stati chiamati in causa. <strong>Oltre il 40% dei giocatori sostengono che gli stipendi sono pagati in ritardo, il 22% assicurano di essere stati soggetti a minacce fisiche o psicologiche e un terzo dei giocatori contattati per truccare una partita</strong> (oltre 400 calciatori) dicono di aver subito delle violenze.</p>
<p>La <strong>Russia</strong> riassume tutti i mali che attanagliano il calcio dell’est europa. Molti ricorderanno gli insulti razzisti che l’ex stella dell’Inter e del Real Madrid,<strong> Roberto Carlos</strong>, ha subito durante le partite giocate per l’Anzi Makhachkala, squadra della Prem’er –Ligam (la serie A russa).</p>
<p>A <strong>Nikola Nikezic</strong> è toccato un destino ben più funesto. “Pochi dopo minuti dopo aver rifiutato di firmare un documento che poneva fine al mio contratto, due tipi che sembravano guardie del corpo sono entrati nella stanza che il mio allenatore ha prontamente lasciato” ricorda l’ex calciatore del <strong>Kuban FC</strong>. <strong>Molestato e minacciato con una pistola</strong>, Nikezic ha finito per firmare il documento. Il giocatore russo Igor Strelkov fa parte del 15,6% di calciatori intervistati costretti ad allenarsi da soli, lontano dal gruppo. Salvo che nel suo caso il club in cui militava gli ha confezionato un programma individuale con i fiocchi: ore di corsa solitaria attorno a un terreno di calcio in un clima polare (-20 gradi). E a sentire la FIFPro, di calciatori come Strelkov ce ne sono molti in giro. Molti di più di quelli che hanno partecipato all’inchiesta “ma non osano parlare perché temono per la loro carriera o per la loro propria vita”.</p>
Nasce Unilaborservice per lavoratori cooperative
<p>Confcooperative Lombardia e Acli Lombardia hanno dato vita a Unilaborservice, il marchio per i servizi di segretariato sociale destinati ai soci e ai lavoratori delle cooperative. La nascita di questo servizio a seguito di un protocollo d’intesa tra le due organizzazioni. <br /> «Siamo fieri del protocollo di intesa che abbiamo sottoscritto oggi, che avvicina a noi un’organizzazione, Acli, che in realtà ci è vicina da sempre per comunanza di principi, di storia e di tradizioni», ha dichiarato Maurizio Ottolini, presidente di Confcooperative Lombardia. «Con la firma di questo protocollo di intesa, gli oltre 545mila soci e gli oltre 80mila occupati, e le rispettive famiglie, delle quasi 3.000 cooperative aderenti a Confcooperative Lombardia potranno beneficiare presso i nostri uffici provinciali dei servizi di segretariato sociale, patronato e Caf, sotto il nuovo marchio <strong><em>Unilaborservice</em></strong><em>,</em> grazie alle importanti professionalità messe a disposizione da Acli Lombardia si tratta di un servizio ulteriore attraverso cui intendiamo fidelizzare ancora di più la base sociale e i lavoratori delle cooperative, già capillarmente assistiti dai centri servizi delle Unioni Provinciali di Confcooperative» ha aggiunto Ottolini che ha concluso «i principi su cui sia Confcooperative sia Acli costruiscono il loro operato sono caratterizzati dalla centralità della persona, nella sua libertà e nella sua capacità sussidiaria; l’implementazione dei servizi di segretariato sociale è volta proprio a valorizzare questo principio fondamentale che ci accomuna».</p>
<p>Da parte sua Giampbattista Armelloni, presidente di Acli Lombardia ha osservato: «Con soddisfazione abbiamo sottoscritto il protocollo di intesa con Confcooperative Lombardia noi siamo da sempre impegnati, con le professionalità di cui disponiamo, nel presidio dei bisogni socioeconomici delle famiglie il pacchetto dei servizi <em>Unilaborservice</em> ci permetterà di presidiare più da vicino i bisogni delle famiglie dei cooperatori, nella comune condivisione di principi che da sempre coltiviamo con Confcooperative»</p>
Il caso Costa-Consumatori alla BIT
<p>ASTOI Confindustria Viaggi ha organizzato il dibattito “Conciliazione Paritetica: gli effetti della sinergia tra le Associazioni dei Consumatori e gli Operatori Turistici”.</p>
<p>Un momento per fare un focus sul Protocollo siglato tra le associazioni e sull’accordo raggiunto con Costa Crociere.</p>
<p>All'evento che si svolgerà il 17 febbraio, dalle ore 15.30 alle ore 17.00, presso la Sala Libra della Fiera BIT parteciperanno, in qualità di relatori: Roberto Corbella, Presidente di <strong>ASTOI Confindustria Viaggi</strong>, Rosario Trefiletti, Presidente di <strong>Federconsumatori,</strong> Pietro Giordano, Segretario Generale di <strong>Adiconsum</strong>, Carlo Pileri, Presidente di Adoc, Roberto Barbieri, Responsabile Turismo di <strong>Movimento Consumatori</strong>, Furio Truzzi, Vice Presidente di <strong>Assoutenti</strong>. I lavori saranno moderati da Andrea Lovelock, giornalista ed esperto di settore.</p>
Sezione italiana: noi super partes
<p>Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo comunicato a firma del presidente della fondazione Komen Italia, prof. Riccardo Masetti:</p>
<p>Nella scorsa settimana la Susan G. Komen for the Cure é stata <strong>oggetto di rilevanti critiche negli Stati Uniti</strong> per le nuove modalità adottate in merito all'erogazione di finanziamenti ad altre associazioni, che a detta di molti avrebbero assunto tra l’altro carattere discriminatorio nei confronti della associazione “Planned Parenthood”.</p>
<p>La Susan G. Komen for the Cure ha rassicurato tutti i suoi affiliati che le decisioni di rivedere le proprie regole di erogazione dei finanziamenti <strong>sono state adottate esclusivamente al fine di garantire una ancora maggiore efficacia e trasparenza</strong> di questo processo e che tali decisioni non sono state in alcun modo condizionate da pressioni esterne, di valenza politica o di altra natura.</p>
<p>Molto confortati da queste rassicurazioni, gli Affiliati Komen ed anche la Komen Italia, hanno deciso di <strong>avviare comunque un dibattito interno</strong> al fine di rimarcare in modo inequivocabile lo spirito esclusivamente sociale e non politico con cui operano quotidianamente nell’espletamento della propria mission.</p>
<p>A tale proposito, la Komen Italia vuole rassicurare i propri soci e sostenitori riguardo alla sua<strong> piena adesione all’inderogabile principio di azione super-partes</strong>. É questo principio che ha sempre guidato l’azione del Consiglio Direttivo, dello staff e di tutti i volontari della Komen Italia nei suoi dodici anni di attività ed é nel pieno rispetto di questo principio che l’associazione continuerà ad operare in futuro, nell'esclusivo interesse della salute delle donne e in particolare di quelle disagiate.</p>
<p><br /> <br /></p>
Parte la guerra ai “presunti invalidi"
<p>«La fabbrica delle invalidità». Così la definisce oggi Andrea Tardiola su <a href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002846.html">lavoce.info</a>, lanciando la battaglia - dopo quella sui falsi invalidi - contro i "presunti invalidi". Sono loro, secondo Tardiola, a ingolfare l'Inps «contribuendo alla farraginosità e lunghezza della procedura a scapito delle persone realmente bisognose».</p>
<p>I “presunti invalidi”, sono coloro che presentano <strong>domanda di invalidità</strong> pur senza avere requisiti. L'assegno non lo avranno, quindi non c'è un danno monetario, ma costano tempo e risorse amministrative nell'iter di verifica. Tardiola parte da un dato: solo un terzo delle domande di prestazione assistenziali vanno in porto (nel 2010 sono state presentate circa 1.170.000 nuove domande, ma sono stati liquidati solo 426mila nuovi assegni). Se si vuole risparmiare e migliorare l'efficienza della macchina, bisogna partire da qui, dice, dal primo anello, «snidando le ragioni che inducono alla presentazione di un numero così sproporzionato di domande, la maggior parte delle quali senza concrete chance di accedere a una prestazione assistenziale».</p>
<p><strong>Le ragioni</strong></p>
<p>Perché questo accade? Secondo Tardiola perché «alcuni attori del sistema hanno incentivi a proporre comunque la domanda di invalidità. Primi fra tutti, i medici di famiglia e i patronati». I <strong>medici di famiglia</strong> infatti vengono pagati dagli assistiti per rilasciare il primo certificato necessario (alla stregua dei certificati medici per le attività sportive), quindi «i medici di famiglia hanno interesse a rilasciare questi certificati e, di conseguenza, a persuadere l’assistito nel tentativo di richiedere l’assegno di invalidità». Secondo incentivo: i <strong>patronati</strong> sono finanziati da un fondo del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali che viene ripartito tra le sigle in ragione della presenza territoriale e del numero di istanze gestite. «Tra le prestazioni gestite, le domande di invalidità sono quelle che consentono al patronato di acquisire maggiori punti per il calcolo del riparto del fondo.<strong></strong> Occorre considerare che la quasi totalità delle domande di prestazioni è prodotta attraverso i patronati: il 95 per cento nel 2010».</p>
<p><strong>Le soluzioni</strong></p>
<p>Tardiola propone di eliminare gli incentivi di patronati e medici. «Per i patronati andrebbero ripensati i criteri di riparto dei finanziamenti, a parità di finanziamento globale. Si tratterebbe di “scontare” al finanziamento della singola organizzazione una quota rapportata alla percentuale di domande di <strong>invalidità rigettate</strong>». Per i medici di famiglia «si potrebbe introdurre la certificazione tra le prestazioni cosiddette <strong>convenzionate</strong>».</p>
Dallo sport che integra allo sport inclusivo
<p>La mostra fotografica illustra <strong>quattro attività sportive inclusive</strong>: sci alpino, nordic walking, arrampicata e cicloturismo, grazie alle quali ragazzi e adulti con disabilità hanno rivoluzionato le modalità di approccio all’attività fisica e alle relazioni di gruppo.</p>
<p>Le immagini, oltre a illustrare le attività sportive praticate, si prefiggono l’obiettivo di far conoscere alla cittadinanza le grandi potenzialità dello sport ai fini dell’inclusione sociale e come strumento di <strong>salute pubblica</strong>.</p>
<p>Lo scopo è di avvicinare le persone allo sport illustrando con esempi concreti la possibilità per il ritorno a una vita attiva, indipendentemente dal grado di <strong>abilità</strong> e in presenza di disabilità motorie e sensoriali anche gravi.</p>
<p>Le fotografie sono state realizzate, a titolo gratuito, da docenti e allievi della scuola di fotografia professionale Shoot Institute di Bologna.</p>
<p><strong>Il progetto “SportAbilità” </strong>è stato finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Pari Opportunità.</p>
<p>La <a href="http://www.fondazioneperlosport.com">Fondazione per lo Sport Silvia Rinaldi Onlus</a> dal 2006 realizza progetti in ambito sportivo, a favore di persone con disabilità e ragazzi in situazione di difficoltà sociale e familiare.</p>
<p>La mostra è ospitatadalla Biblioteca Salaborsa<br />Piazza Nettuno, 3<br />40124 <strong>Bologna</strong><br />Orari di apertura:<br />- da martedì a venerdì 10,00 › 20,00<br />- sabato 10,00 › 19,00 (ultima entrata consentita 18,45)</p>
<p>Informazioni:<br />- da lunedì a venerdì 9,00 ›13,00 (Tel 051 2194426)</p>
Lake (Unicef): «Tutto questo deve finire»
<p>«Tutto questo deve finire. Anche un solo bambino morto in una violenza è una morte in più che non possiamo permettere», ha dichiarato il Direttore Generale di Unicef, Anthony Lake. «E’ urgente che le autorità siriane aiutino tutti coloro che ne hanno un disperato bisogno».</p>
<p>Quasi undici mesi di violenze in Siria hanno causato la morte e il ferimento di centinaia di bambini. Ci sono notizie di bambini che sono stati arrestati arbitrariamente, torturati e abusati sessualmente durante la detenzione. Negli ultimi mesi, ci sono stati altri forti bombardamenti da parte delle forze di governo su quartieri civili nella città di Homs. Indubbiamente tutto ciò ha causato ancora più sofferenze tra</p>
<p>Unicef non ha accesso alle aree colpite di Homs e non può confermare l’impatto degli attacchi, ma ci sono credibili rapporti, inclusi quelli della stampa internazionale all’interno della città, su bambini catturati durante gli scontri. Quelli feriti devono ricevere un accesso immediato e incondizionato a cure mediche specializzate.</p>
Sette mesi per la rimozione della nave
<p>I sette-dieci mesi ipotizzati per la rimozione della nave Concordia sono una «previsione ottimistica», verosimile solo nel caso non sopravvenissero impedimenti o inconvenienti di varia natura. Ha sottolineato Franco Gabrielli.</p>
<p>Il prefetto Gabrielli, nella sua relazione introduttiva, ha precisato che l'incidente dell'Isola del Giglio, rappresenta un "caso unico. Mai prima si era verificato un evento simile e, nella letteratura specializzata, non si può dire che esistano casi analoghi, sia per le dimensioni della nave, sia per le modalità di rimozione del relitto. I 20-30 giorni, oppure i tre mesi di cui si è letto sui giornali per il completamento dell'operazione, sono fuori luogo e del tutto infondate".</p>
<p>La società armatrice, ha continuato il prefetto, «resta un nostro interlocutore. La Costa ha trasmesso a dieci società di livello mondiale, di elevatissima specializzazione, società che si occupano di queste problematiche, un capitolato tecnico per progettare la rimozione».</p>
<p>Gabrielli ha ricordato che le imprese interpellate avranno ora 20 giorni per fornire una risposta tecnica.</p>
<p>Il 31 marzo la Costa, insieme a un comitato tecnico di cui fanno parte la Fincantieri, i tecnici del Registro navale e un pool di professori universitari, deciderà a chi affidare la complessa impresa del recupero.</p>
<p>il periodo di sette-dieci mesi è un periodo da «prendere comunque con le molle data l'enorme complessità della situazione, legata sempre, tra l'altro, alle condizioni meteo-marine», ha aggiunto il prefetto.</p>
<p>«L'incognita è nelle condizioni strutturali della fiancata sommersa. Un aspetto che condizionerà le scelte tecniche della rimozione. Il sezionamento come ci hanno più volte detto i tecnici del settore sarebbe un'operazione molto più facile della rimozione», ha concluso Franco Gabrielli.</p>
Adescamento via web, genitori impreparati
<p>Insieme. Più connessi. Più sicuri. E’ questo lo slogan della giornata sulla sicurezza on line - il Safer Internet Day - che si celebra oggi in tutta Europa e che pone l’accento sulla comunicazione tra le generazioni.</p>
<p>Nonostante via sia una forte sensibilità dei genitori rispetto alle problematiche legate all’utilizzo di internet da parte dei figli, tuttavia restano molte zone d’ombra e una comunicazione fra generazioni che spesso non funziona come dovrebbe.</p>
<p><strong>Il 63% dei genitori italiani dichiara di “agire in maniera positiva” suggerendo ai propri figli come comportarsi con i propri contatti on line</strong>, parlando delle situazioni che possono turbarli (56%) o di quelle che già li hanno infastiditi (26%), rileva la ricerca condotta da EU Kids Online e diffusa oggi (1).</p>
<p>Inoltre la gran parte dei genitori si considera “sicura e capace” di aiutare i propri figli nel caso in cui questi si imbattano i situazioni spiacevoli in rete e i genitori dimostrano una discreta fiducia nelle capacità di autodifesa dei ragazzi (70% in Italia). Questa consapevolezza, tuttavia, è in qualche modo condizionata, se si considera che i<strong>l 54% dei genitori va a controllare comunque ex post i percorsi di navigazione dei propri ragazzi.</strong></p>
<p>Molti genitori (l’82% in Italia, percentuale più alta del 10% rispetto alla media europea) ritengono “altamente improbabile” che i propri figli possano imbattersi in situazioni spiacevoli nei sei mesi successivi all’indagine. Tuttavia, dalla stessa indagine emerge che i<strong>l 39% dei ragazzi italiani dichiara di ignorare i consigli dei propri genitori talvolta, mentre l’8% li ignora completamente</strong>. Vi è dunque un divario sensibile tra i comportamenti effettivi on line dei ragazzi e la percezione che ne hanno i genitori.</p>
<p>Di quali comportamenti stiamo parlando? Alcuni dati allarmanti emergono dalla ricerca condotta da <a href="http://www.savethechildren.it/IT/HomePage" target="_blank">Save the Children</a>:<strong> 1 ragazzo su 3 invia o riceve messaggi a sfondo sessuale, il 32% dei teen ager dà il suo numero di cellulare a qualcuno conosciuto online, il 27% si dà appuntamento di persona con qualcuno contattato in internet e il 17% ha rapporti intimi con persone contattate via web.</strong></p>
<p>“Internet è un luogo irrinunciabile della quotidianità dei ragazzi, dove sperimentano l’amicizia, le relazioni sociali, le informazioni e in qualche modo anche la sessualità, esponendosi però a gravi e reali rischi”, commenta <strong>Valerio Neri</strong>, Direttore Generale Save the Children Italia. “Il dato registrato dalla ricerca circa l’impegno dei genitori italiani di essere accanto ai propri figli nell’uso di internet ma anche la consapevolezza di un 13% di madri e padri che non hanno alcun dialogo con i figli su questo argomento, ci incoraggia nel proseguire le attività che da anni ci vedono impegnati. Allo stesso tempo, i <strong>genitori non possono essere lasciati da soli a fronteggiare una situazione che presenta forti elementi di rischio</strong>. E’ anche per questo motivo che, di intesa con <a href="http://www.adiconsum.it" target="_blank">Adiconsum</a>, abbiamo dato vita ad un comitato che riunisce 50 organizzazioni, tra cui istituzioni, società scientifiche, media, e le più importanti industrie ICT (Information and Communication Technologies) e di telefonia mobile.</p>
<p>E’ un segnale importante per il nostro paese il fatto che intorno allo stesso tavolo siedano per la prima volta organizzazioni di tutela dell’infanzia come Save the Children e colossi dell’informatica come Google o Facebook, con l’intento comune di definire regole e prassi per garantire una maggiore tutela dei minori on line.”</p>
<p>“Quest’anno il tema del <strong>Safer Internet Day</strong> è Connecting generation cioè la comunicazione fra genitori e figli ma più in generale fra il mondo adulto e quello degli adolescenti e dei bambini rispetto all’uso di Internet e alle opportunità e rischi che presenta”, commenta a sua volta <strong>Pietro Giordano</strong>, Segretario Generale Adiconsum. E’ fondamentale alimentare questa comunicazione e il dialogo dei genitori con i figli su ciò che fanno online, cioè stimolare quella che gli esperti chiamano mediazione attiva dell’uso – sicuramente la più efficace a rendere consapevoli i ragazzi sulle potenzialità ma anche i limiti della rete e dei nuovi media ed ad essere attrezzati laddove si imbattessero in situazioni rischiose. <strong>Al contrario , interventi restrittivi da parte dei genitori, come impedire ai figli alcune operazioni su Internet quali per esempio il download, hanno un effetto limitato, intanto perché possono essere aggirate dai ragazzi e poi perché ne riducono le competenze e capacità digitali.</strong> Adiconsum insieme a Save the Children opera da anni per promuovere un utilizzo consapevole delle nuove tecnologie stimolando il dialogo e la comunicazione fra minori e adulti”.</p>
<p>“Nessuno singolarmente possiede tutte le competenze e gli strumenti necessari per la tutela di bambini e adolescenti online, per questo la realizzazione di un ambiente sicuro per i minori non può che essere una responsabilità condivisa”, commenta <strong>Angela Nava</strong>, Portavoce del Comitato Consultivo del Centro Giovani online. “</p>
<p><strong>Lo spot “Insieme. Più connessi. Più sicuri” </strong>. <a href="http://wtrns.fr/Jzsh-3eY1rZ7HMU">http://wtrns.fr/Jzsh-3eY1rZ7HMU</a> Uno spot di un minuto, realizzato in occasione della Giornata, mostra in chiave ironica il rapporto tra genitori e figli quando si parla di internet, con un intervistatore che rivolge in parallelo la stessa domanda a genitore e figlio, come in un ipotetico quiz show tutto dedicato al web. Le risposte date dal genitore e dal figlio sono sempre diverse, a sottolineare la distanza tra l’uno e l’altro. Distanza che però deve essere colmata, affinché il genitore possa realmente essere di supporto ai figli per una navigazione sicura e consapevole. Lo spot viene diffuso attraverso i canali messi a disposizione dalle organizzazioni che partecipano all’iniziativa.</p>
<p><strong>Il Safer Internet Day nelle scuole. </strong>Sono oltre 1.200 le scuole che, su invito del Ministero dell’ Istruzione, dell’Università e della Ricerca, hanno deciso di aderire alla Giornata organizzando iniziative di confronto e di sensibilizzazione con i ragazzi.</p>
<p><strong>Le organizzazioni che aderiscono al comitato consultivo. </strong><br /> C.N.C.P.O. -Centro per il contrastoalla pedopornografia sulla rete – Polizia,Postale e delle Comunicazioni -Ministero dell'Interno Comitato Media e Minori – Dipartimento Comunicazioni -Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento Comunicazioni -Ministero dello Sviluppo Economico, MIUR – Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca,Osservatorio per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile – Dipartimento per le Pari Opportunità -Presidenza del Consiglio dei Ministri, A.Ge. Onlus, Associazione Italiana Genitori,Adiconsum,AESVI – Associazione Software Videoludico Italiana, AIART – Associazione, Spettatori Onlus, AIIP – Associazione Italiana Internet Provider, Associazione Media, Educazione Comunità, Centro Zaffiria – Centro permanente per l'educazione ai media, CGD – Coordinamento Genitori Democratici, CISCO,CISMAI, Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento e l'Abuso dell’Infanzia, CNU – Consiglio Nazionale degli Utenti, AgCom, Comune di Lissone (MB), CREMIT – Centro di Ricerca per l'Educazione ai Media all'Informazione e alla Tecnologia – Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Editeam, Facebook, Fondazione Movimento Bambino, Google Italia, Gruppo Itway-Business-e, 3 Italia, Habbo – Sulake, IBM Italia, IFOS - Istituto di Formazione Sardo, Istituto degli Innocenti, ITS Lab, L’Isola dei ragazzi, MED – Associazione Italiana per l’Educazione ai Media e alla Comunicazione, MediaEducation.Bo, Associazione culturale no profit, Mediafarm - La cittadella dell’informazione, Microsoft Italia, MTV Italia, Netlog, ONSP- L'Osservatorio Nazionale Specializzandi in Pediatria, OssCom – Centro di ricerca sui media e la comunicazione, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Osservatorio Media Monitor Minori - Università La Sapienza di Roma, Polycom, Per voi bambini Onlus, Provincia Autonoma di Trento, Rai Ragazzi, Save the Children Italia Onlus, SIP - Società Italiana di Pediatria, SIULP – Sindacato Italiano Unitario, Lavoratori Polizia, Skuola.net, Telecom Italia, Tiscali, Università Europea di Roma, Vodafone Italia, Wind Telecomunicazioni, Yahoo!</p>
Le truppe straniere non piacciono agli afghani
<p>Disillusione, diffidenza e sospetto. Sono i sentimenti prevalenti verso le truppe straniere che emergono dalla ricerca “<strong>Le truppe straniere agli occhi degli afghani: percezioni, opinioni e rumors a Herat, Farah e Badghis”</strong>, <a href="http://efi.mailupclient.com/f/tr.aspx/?-9Ul9h=/tu_t1b8de=rxz/kka=-mif5qrplm8-dm9hldi8dh.qibi0lq9-06naju0&x=pv&e9iu-c9&0lqb-pjkjfi9qlih9c&x=pv&-g0t5:e-qh78a-q:9:e-q90:a5db4f:0NCLM">(Scarica la ricerca)</a> promossa dalla Ong <strong><a href="http://www.intersos.org" target="_blank">Intersos</a> </strong>e realizzata dal ricercatore e giornalista freelance <strong>Giuliano Battiston</strong>. <strong>Le interviste raccolte</strong> nell’estate 2011 con interlocutori diversi - dai religiosi ai funzionari governativi, dai commercianti agli attivisti - <strong>segnalano un forte scollamento tra le dichiarazioni delle cancellerie occidentali,</strong> che sostengono che le forze Isaf-Nato siano riuscite in buona parte a stabilizzare il paese, e quelle degli afghani, che ritengono che la comunità internazionale abbia fallito nel garantire la sicurezza alla popolazione, pur manifestando apprensione sulle conseguenze del ritiro delle truppe.</p>
<p><strong>La maggior parte degli intervistati lamenta condizioni di sicurezza precarie e ritiene che il dispiegamento delle truppe internazionali non abbia prodotto i risultati sperati</strong>: “Nel 2004 - afferma tra gli altri M. Akram Azimi, docente all’Università Ghargistan, Farah - i Talebani erano circa 400. Nel 2009, 25.000. Oggi possono contare su 30.000 combattenti. La comunità internazionale dovrebbe cominciare a chiedersi perché i ribelli aumentano invece di diminuire”. Tra le cause, due emergono in particolare: la pluralità di orientamenti, tattiche e obiettivi perseguiti dai singoli contingenti e lo scarso coinvolgimento delle controparti afghane nell’elaborazione della strategia di pacificazione e stabilizzazione: “Il fallimento della comunità internazionale dipende dal fatto che è mancata una strategia coerente tra gli attori coinvolti nel conflitto; inoltre, essa è stata elaborata altrove, da gente che non conosceva il paese”, dichiara Soraya Pekzad dell’organizzazione Voice of Women, Herat. </p>
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<p><strong>Viene criticato inoltre lo squilibrio eccessivo tra i fondi destinati alle operazioni militari e quelli per lo sviluppo e la ricostruzione</strong>, oltre che l’enfasi posta su una concezione della sicurezza ridotta alla sola incolumità fisica, a scapito degli aspetti sociali, economici e istituzionali di una più ampia ‘sicurezza umana’:“Non si è prestata sufficiente attenzione allo sviluppo economico e alla ricostruzione. Oltre ad un’efficace strategia di contro-terrorismo, servono opportunità di lavoro, senza le quali i Talebani sono destinati a crescere”, Rahman Salahi, capo Shura dei professionisti, Herat.</p>
<p><strong>Alle forze internazionali viene poi imputata la scarsa considerazione delle conseguenze delle loro operazioni sui civili,</strong> l’uso indiscriminato dei bombardamenti aerei e dei raid notturni, la violazione degli spazi domestici. Tra le lamentele più diffuse, l’idea che agiscano al di fuori di ogni quadro giuridico certo, rispondendo soltanto ai propri codici di condotta, esenti dallo scrutinio pubblico: “In caso siano vittime di un incidente, gli afghani non hanno alcuno strumento legale per chiedere giustizia, mentre la protezione dei civili dovrebbe essere una priorità”, Abdul Qader Rahimi, Afghanistan Independent Human Rigths Commission, Herat.</p>
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<p>Il percepito deterioramento delle condizioni di sicurezza, il rafforzamento dei movimenti antigovernativi e la sensazione che i soldati stranieri siamo immuni dalla legge hanno fatto crescere la sfiducia e la diffidenza nei loro confronti, insieme all’idea che siano in Afghanistan per promuovere gli obiettivi strategici dei rispettivi paesi piuttosto che per garantire il benessere della popolazione: “<strong>Nel 2001, in un mese le truppe straniere sono riuscite a sconfiggere l’intero movimento dei Talebani… Come mai, oggi, questi sono più forti di prima? </strong>La gente se lo chiede”, Abdul Ghani Saberi, vicegovernatore provincia di Badghis. Molti intervistati sostengono che i contingenti Isaf-Nato sarebbero disposti persino a sostenere i Talebani e ad alimentare il conflitto, per evitare veri combattimenti o per continuare a motivare la propria presenza in Afghanistan. “Perché oggi i Talebani sono forti? Si dice che qualche paese straniero fornisca loro assistenza, armi, equipaggiamenti vari, aiuti militari e logistici… La ragione è che ci sono obiettivi di natura strategica e per raggiungerli occorre una presenza di lungo termine in Afghanistan”, Faisal Kharimi, giornalista e docente universitario, Herat.</p>
<p><strong>A dispetto delle tante obiezioni mosse all’operato degli eserciti stranieri, la maggior parte degli intervistati ritiene che debbano restare oltre la data annunciata del ritiro, il 2014, con una nuova e più efficace strategia. </strong>Tra le ragioni: l’instabilità del quadro politico interno, la scarsa fiducia nei confronti della leadership locale e l’idea che le truppe straniere rappresentino un deterrente all’affermazione dei Talebani più efficace dell’esercito locale, ritenuto ancora impreparato:“Gli stranieri ora sono qui e la situazione è grave. Nel caso se ne andassero, forse peggiorerebbe. Devono restare più a lungo del 2014, ma devono fare meglio e diversamente da quanto fatto finora”, M.Sardar Saraji, vice capo Shura-e-Ulema, Qala-e-now.</p>
<p><strong>I timori legati al ritiro sono principalmente due: </strong>la preoccupazione che il vuoto che ne deriverebbe sarebbe occupato dalle potenze regionali confinanti, in particolare da Iran e Pakistan, e l’idea che, una volta avvenuto il ritiro, gli attori internazionali possano rinunciare a ogni futuro impegno politico-finanziario: “La grande preoccupazione è che, con il ritiro delle truppe internazionali, l’Afghanistan venga di nuovo dimenticato. Molta gente lo pensa, ricordando la tragica situazione che si è creta negli anni Novanta … C’è il rischio che l’esercito nazionale non combatta contro i Talebani, ma si divida in fazioni, che si combattono a vicenda”, Abdul Khaliq Stanikzai, Sanayee Development Organization, Herat.</p>
<p><strong>Quanto al dialogo con i movimenti antigovernativi, molti degli intervistati sostengono la via della soluzione politico-diplomatica, invocando un negoziato trasparente e attento alle esigenze della popolazione</strong>: “Si deve negoziare con i Talebani: sono afghani, e vanno coinvolti nella gestione del potere, anche nel governo. Abbiamo accettato gli stranieri, perché non dovremmo accettare i nostri fratelli Talebani?”, Faruq Huseyni, capo Shura-e-Ulema, Herat.</p>
<p>In relazione alle attività integrate civili-militari, uno dei dati più evidenti è la confusione sugli obiettivi dei PRT (Provincial Reconstruction Teams) e sul loro modo di operare. Molti intervistati lamentano, oltre all’opacità nella gestione dei progetti, la confusione tra gli obiettivi della sicurezza e quelli della ricostruzione e contestano il fatto che ai militari siano assegnati compiti civili: “Quando chiediamo più sicurezza, i militari ci dicono di essere qui per la ricostruzione. Quando chiediamo la ricostruzione, ci dicono di essere qui per la sicurezza. Alla fine, non garantiscono nessuna delle due…”, Farid Ehsas, esponente società civile, Farah.</p>
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<p><strong>Oltre che controproducente, la confusione generata dai PRT è ritenuta pericolosa per la popolazione civile, soprattutto nella città di Herat, dove ha sede il PRT italiano. </strong>Dato che rappresenta un obiettivo dei Talebani, gli intervistati condannano in modo unanime la scelta di averlo stabilito in una zona residenziale, e chiedono che venga al più presto trasferito altrove: “Alla gente non piace affatto che il PRT sia lì, si sente minacciata; per questo è stato chiesto agli italiani, tramite il Governatore di Herat, di cambiare sede. Finora, nessuna risposta. É curioso: sostengono di voler promuovere la democrazia in Afghanistan e poi non prestano attenzione a una richiesta democratica della popolazione di Herat”, Adela Kabiri, giornalista e docente universitaria, Herat.</p>
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<p>In termini generali, <strong>dalla ricerca emerge l’esplicita richiesta che venga restituita agli afghani la sovranità su tempi e strumenti per gestire il paese e deciderne le sorti future, </strong>insieme all’appello rivolto alla comunità internazionale di rafforzare la preparazione delle forze di sicurezza afghane e di non abdicare alle proprie responsabilità politiche e finanziarie, continuando a sostenere la ricostruzione e la cooperazione civile una volta avvenuto il ritiro dei militari.</p>
Unicef: morti 400 bambini
<p>Sono almeno 400 i bambini uccisi in Siria dal marzo scorso, quando è iniziata la rivolta contro il presidente siriano Bashar al-Assad. Lo ha riferito la portavoce dell'<a href="http://www.unicef.it" target="_blank">Unicef</a>, <strong>Marixie Mercado</strong>, nel corso di una conferenza stampa.</p>
<p><strong>"Alla fine di gennaio, sono 400 i bambini morti e oltre 400 sono stati arrestati</strong>", ha affermato Mercado. Alcuni giorni fa il vice direttore esecutivo dell'Unicef, Rima Salah, aveva espresso "preoccupazione" a nome dell'organismo Onu sulla situazione in Siria, rimarcando l'oblligo di proteggere i bambini e salvaguardare i loro diritti.</p>
<p>Intanto, il ministro degli Esteri Giulio Terzi ha disposto <strong>il richiamo a Roma per consultazioni </strong>dell'ambasciatore italiano a Damasco Achille Amerio. Lo rende noto la Farnesina, che sottolinea che l<strong>'Ambasciata italiana nella capitale siriana resta aperta e operativa</strong> per garantire l'assistenza ai connazionali presenti nel paese e continuare a seguire con la massima attenzione gli sviluppi della gravissima crisi in atto nel paese.</p>
<p>La decisione di questa mattina fa seguito ai passi effettuati nelle ultime ore dal governo italiano. Ieri, ricorda la nota della Farnesina, il segretario generale della Farnesina Giampiero Massolo aveva espresso all' ambasciatore siriano a Roma Khaddour Hasan la piu' ferma condanna e lo sdegno del governo italiano per le inaccettabili violenze perpetrate dal regime di Damasco nei confronti della popolazione civile .</p>
<p>Intanto, continuano le violenze in Siria. Le forze governative siriane hanno <strong>ripreso i cannoneggiamenti su Homs</strong>, la città della Siria centrale dove centinaia di persone sono state uccise solo negli ultimi giorni. Lo riferisce la Bbc. Il timore degli abitanti della città è che <strong>l'esercito si stia preparando a un'operazione su vasta scala</strong>.</p>
<p>Stando al corrispondente della Bbc, le forze governative hanno iniziato a colpire Homs con <strong>bombe da mortaio</strong> alle 6 ora locale, le 5 in Italia. <strong>Il governo siriano di Bashar al-Assad nega gli attacchi contro civili </strong>e afferma che ieri le truppe governative hanno ucciso ''decine di terroristi'' a Homs.</p>
<p>Anche la tv araba 'al-Arabiya' ha riportato la notizia di<strong> intensi cannoneggiamenti</strong> su Homs. Particolarmente colpite sarebbero le zone di Baba Amr, Khaldiya e al-Bayyada. Fonti giornalistiche siriane, citate dall'emittente, ha riferito che il bilancio delle violenze di oggi in Siria è di quattro persone uccise dalle forze di sicurezza.</p>
<p>Il ministero dell'Interno siriano annuncia che <strong>andranno avanti le operazioni delle forze governative ''contro bande di terroristi armati''</strong> nella provincia di Homs. ''Le operazioni contro i gruppi terroristici proseguiranno fin quando non saranno ripristinati ordine e sicurezza in tutti i quartieri di Homs e nei dintorni e fin quando non avremo sconfitto tutte le persone che terrorizzano i cittadini e ne mettono in pericolo la vita'', si legge in una nota del dicastero diffusa dall'agenzia di stampa ufficiale siriana Sana.</p>
<p>Nel comunicato, ''gruppi terroristici'' vengono indicati come responsabili di quanto avvenuto a Homs. Le autorità siriane sostengono inoltre che negli scontri di ieri tra militari e ''bande armate'' sei agenti delle forze governative sono stati uccisi e altri 11 sono rimasti feriti. Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani<strong> ieri sono state uccise in Siria 113 persone </strong>, solo nella zona di Homs si sono registrate 69 vittime.</p>
<p>Sono in corso in queste ore <strong>imponenti manifestazioni a Damasco e Aleppo, organizzate dal regime di Bashar al-Assad</strong>, in concomitanza con<strong> la visita nella capitale siriana del ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov</strong>. La tv di Stato siriana sta mostrando con un collegamento diretto in particolare la manifestazione in corso nella zona di Mothalik Aljanobi, nella capitale, dove decine di migliaia di persone stanno sventolando bandiere russe e siriane per ringraziare Mosca di aver posto il veto alla nuova risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu che avrebbe condannato il regime siriano per la violenta repressione.</p>
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La Deutsche Bank chiude il museo Guggenheim
<p>Il Museo Guggenheim di Berlino, uno dei cinque che la Fondazione statunitense ha in varie citta' del mondo, <strong>chiudera' entro la fine dell'anno</strong>. Lo ha annunciato oggi nella capitale tedesca la Deutsche Bank, che con la Fondazione Guggenheim ha un accordo di cooperazione che ha consentito al Museo di lavorare in questi anni e che scade proprio a fine 2012.</p>
<p>Di riferimento imprescindibile nel circuito dell'arte contemporanea a Berlino, il Guggenheim <strong>ha organizzato in questi anni 57 esposizioni attirando 1,8 milioni di visitatori.</strong> L'edificio del museo, che si trova nella storica Unter den Linden, sara' occupato da un Forum di dialogo tra economia, politica, cultura e societa', secondo quanto ha annunciato il direttore esecutivo della Deutsche Bank, Josef Ackermann. Richard Armstrong, direttore della Fondazione Solomon R. Guggenheim e del Museo Guggenheim di New York, ha sottolineato gli eccellenti risultati di 14 anni di collaborazione con la principale banca tedesca.</p>
<p>''Questa eccellente collaborazione -ha detto- <strong>ha dato vita a uno dei musei piu' dinamici in una delle citta' piu' stimolanti del mondo</strong>''. La Fondazione Guggenheim è stata fondata dal collezionista americano Solomon R. Guggenheim e gestisce altri musei che portano il suo nome a Venezia, Bilbao e New York. Inoltre e' prevista l'apertura di un Guggenheim ad Abu Dhabi.</p>
Italia seconda in Europa
<p>Anche nel 2011 lItalia si conferma al terzo posto in Europa per numero di donatori di organi per i trapianti. Lo confermano i dati del 2011 presentati dal ministro Balduzzi. Anzi, sulla base dei dati del secondo semestre l’Italia è addirittura il secondo paese europeo nelle donazioni, dietro solo alla Spagna.</p>
<p>Il numero complessivo dei donatori nel 2011 è 1309 contro i 1301 dell’anno precedente, con una crescita totale del 0.6%. Il trend di crescita si è stabilizzato nel secondo semestre dell’anno, periodo in cui sono stati registrati 685 donatori contro i 624 del primo semestre, con un incremento relativo del 9.7%. Per fare un confronto tra i paesi europei, date le differenze di popolazione, si utilizza un dato che esprime il numero dei donatori per milione di abitanti (pmp). L’Italia con 21.7 donatori per milione è terza tra i grandi paesi europei dopo la Spagna (29.2) e la Francia (22.8) con valori più elevati rispetto al Regno Unito (10.4) ed alla Germania (15.8). La media europea è 16.9 donatori per milione. <strong>Il dato italiano è superiore del 25 % alla media europea.</strong></p>
<p>La regione con il più alto tasso di donazione in Italia è la Toscana. Il tasso di donazione aumenta anche in Veneto, nelle Marche e in Liguria. I dati sono stabili in Lombardia, Toscana e Puglia. È stata registrata una significativa diminuzione del tasso di donazione in Emilia (-5.4 pmp) e in Piemonte (-3.2 pmp). Sebbene il tasso di donazioni sia maggiore nelle regioni del Centro-Nord rispetto a quelle del Centro-Sud, dal confronto tra i dati del 2010 e quelli del 2011 emerge un incremento diffuso del tasso di donazione anche nelle regioni del Centro-Sud con l’eccezione della Basilicata e dell’Abruzzo-Molise.</p>
<p>L'Italia è invece addirittura al secondo posto in Europa quanto a opposizioni manifestate alla donazione al momento dell'accertamenti di morte con standard neurologici. le opposizioni sono state il 28.3 %, in forte diminuzione rispetto 2010 (-3.2 %). <strong>Nel secondo semestre dell’anno 2011 la percentuale di opposizione è scesa al 25.8%</strong>. Con questi dati l’Italia si posiziona al secondo posto dopo la Spagna, notoriamente primo paese europeo per il numero di donazione di organi e con la percentuale minore di opposizioni (18%), ma prima di paesi con una popolazione paragonabile quali Francia, Germania, Regno Unito che hanno una percentuale di opposizione superiore al 30%.</p>
Convocato il congresso nazionale
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<p>Il Consiglio nazionale delle Acli ha convocato il <strong>24° Congresso nazionale</strong> delle Associazioni cristiane dei lavoratori italiani, che si svolgerà a <strong>Roma</strong> la prossima primavera, <strong>dal 3 al 6 maggio</strong>. “<em>Rigenerare comunità per ricostruire il Paese</em>” è il titolo scelto per il Congresso dalle Acli, “<em>artefici di democrazia partecipativa e buona economia</em>”.</p>
<p>«La crisi che l’Italia sta vivendo non è soltanto politica o economica», spiega il presidente nazionale delle Acli, <strong>Andrea Olivero</strong>. «È in crisi innanzitutto il significato del nostro stare insieme». «Per questo, “rigenerare le comunità” è il presupposto di qualsiasi cambiamento successivo. Un’organizzazione come la nostra, profondamente radicata nel territorio, con molteplici spazi di condivisione e di incontro con le persone, è chiamata a svolgere in questi luoghi un compito difficile ma assolutamente fondamentale: non solo gestire attività o servizi, ma offrire senso, interpretazioni della realtà, ragioni di convivenza, prospettive di futuro. “Ricostruire il Paese” è un compito senz’altro ambizioso, ma è anche una responsabilità cui nessun cittadino o soggetto sociale può sottrarsi».</p>
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<div>Convocato ogni quattro anni, il Congresso nazionale delle Acli rappresenta <strong>il momento centrale nella vita democratica</strong> di una delle più grandi organizzazioni del sociale in Italia, con <strong>quasi un milione di iscritti</strong>, 8.000 strutture territoriali, una presenza radicata anche fuori dai confini nazionali.
<p>L’assemblea congressuale, composta da <strong>670 delegati</strong>, rinnova gli organi dell’associazione ed <strong>elegge direttamente il presidente nazionale</strong>. Ha il compito di verificare l’attività svolta e indica gli obiettivi strategici per il mandato successivo.</p>
<p>Nel frattempo, da qui a maggio, si svolgeranno <strong>oltre 3.000 assemblee di circolo, più di 100 congressi provinciali e 21 congressi regionali</strong>.</p>
<p>Il Congresso nazionale delle Acli, infine, avrà <strong>un prologo in Terra Santa</strong>, a Gerusalemme e Betlemme, dove l’associazione è presente con un’attività di formazione professionale e una serie di segretariati sociali. «Un modo per mantener fede all’impegno, assunto 4 anni fa, di dar vita a una stabile presenza delle Acli in Terra Santa – spiega Andrea Olivero –. Ma soprattutto un’occasione per tornare nei luogo originari della nostra fede alla vigilia di un momento cruciale come quello congressuale».</p>
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Il grande freddo fa strage di animali nelle campagne
<p>Il gelo che si è abbattuto sull'Italia sta facendo strage di animali. E sono centinaia tra mucche, pecore, cavalli, conigli e polli quelli che sono già morti, feriti o dispersi a causa del maltempo che ha provocato crolli di stalle e capannoni. <br />Ma sono almeno un milione quelli che rischiano di rimanere senza acqua e cibo per le difficoltà di garantire l’approvvigionamento dei mangimi sulle strade e per i danni provocati dal gelo alle condutture che portano l’acqua agli abbeveratoi. È la Coldiretti a lanciare l’allarme sulle strage che il maltempo ha provocato negli allevamenti italiani localizzati soprattutto nelle campagne delle regioni interessate dove l’accumularsi della neve sui tetti delle strutture agricole ha provocato decine di crolli. Ma il grande freddo ha anche la conseguenza di provocare anche numerosi aborti tra le pecore.</p>
<p>La neve - sottolinea la Coldiretti - sta ostacolando le operazioni di soccorso degli animali rimasti privi di ricovero, ma anche le consegne dei mangimi necessari per l’alimentazione mentre chi è riuscito a raggiungere gli allevamenti in molti casi non può a consegnare il latte munto quotidianamente che rischia di essere buttato. <br /> Per salvare gli animali in pericolo sono intervenuti in molti casi la Forestale e la Protezione Civile, ma per pulire le strade secondarie e garantire l’alimentazione degli animali sono mobilitati anche molti agricoltori della Coldiretti con trattori utilizzati come spalaneve e spandiconcime adattati per la distribuzione del sale contro il gelo.</p>
Macchi in pista per Londra 2012
<p>La stagione olimpica del Barilla Blu Team si inaugura con la sesta partecipazione di carriera di Fabrizio Macchi ai Mondiali su pista. Il ciclista varesino, venerdì 10 febbraio, farà il suo esordio stagionale nella prova ad inseguimento dei Campionati del Mondo Uci di Paraciclismo, in programma a Los Angeles dal 9 al 12 febbraio. <br /><br />Dopo il prestigioso argento iridato dello scorso anno sulla pista di Montichiari (Bs), Macchi cercherà sull’anello dell’Home Depot Center di Los Angeles ulteriori conferme nella specialità che ad Atene 2004 gli regalò una splendida medaglia di bronzo. Sui 3 km di gara, il varesino andrà all’inseguimento del grande specialista cinese Gui Hua Liang, medaglia d’oro 2011, e dell’irlandese Colin Lynch campione del mondo in carica nella cronometro su strada.</p>
<p>«Il mondiale di casa dello scorso anno – racconta Macchi - mi ha dato un chiaro segnale delle mie potenzialità anche in questa disciplina e così, in questo 2012, ho deciso di preparare la pista non solo per l’appuntamento iridato, ma soprattutto in vista della mia quarta Paralimpiade. <br />Los Angeles sarà quindi un importante banco di prova per valutare se sono sulla strada giusta per coronare il sogno dell’oro olimpico, ma sarà anche una tappa decisiva per totalizzare preziosi punti utili alla Nazionale italiana, che in questo momento si trova in testa al ranking mondiale. Sono pronto, motivato al massimo come sempre, e venerdì scenderò in pista per affrontare una nuova sfida e arricchire il mio bottino di medaglie».<br /><br />Sabato 11 febbraio, Macchi sarà invece impegnato nella prova del chilometro da fermo, specialità che in passato gli ha regalato anche una vittoria in Coppa del Mondo e lo scorso anno un quinto posto.<br /><br />Mentre il varesino sarà impegnato oltreoceano, i compagni del Barilla Blu Team, <strong>Alessandro Zanardi e Vittorio Podestà</strong>, proseguono intensamente la preparazione in vista di un 2012 ricchissimo di impegni e che culminerà con i Giochi di Londra. Sul blog <a href="http://www.shareyourdream.it">www.shareyourdream.it</a> è possibile seguire il cammino dei tre campioni verso il sogno olimpico. Gli appassionati potranno anche partecipare all’iniziativa “Share Your Dream – Un Songo per Te” condividendo la propria impresa sportiva per vincere un viaggio a Londra e assistere alle finali di Paraciclismo di Alessandro, Fabrizio e Vittorio.<br /><br />Nella foto: Fabrizio Macchi si prepara al Mondiale nella Galleria del Vento del Politecnico di Milano.<br /><br /></p>
Compleanno sulle note di Dylan
<p>Nel gennaio 1961, in un freddo e nevoso pomeriggio a Greenwich Village, un Bob Dylan 20enne, appena partito dal Minnesota, iniziava la sua carriera esibendosi in piccoli caffè. Pochi mesi dopo, l'avvocato inglese Peter Benenson a Londra lanciava la campagna da cui sarebbe nata Amnesty International.</p>
<p><strong>Per mezzo secolo, Amnesty si è attivata </strong>affinché i diritti umani fondamentali fossero assicurati a persone che erano perseguitate e private della libertà in tutto il mondo. <strong>In questi stessi 50 anni, l'arte di Dylan ha esplorato e cantato l'angoscia e la speranza della condizione umana moderna</strong>.</p>
<p>Da oggi, martedì 7 febbraio, sarà in vendita in Italia <a href="http://50.amnesty.it/Bob-Dylan-Chimes-of-Freedom" target="_blank"><em>Chimes of Freedom</em></a>, la compilation in quattro cd di cover di Bob Dylan realizzata per onorare il 50° anniversario della fondazione di <a href="http://www.amnesty.it">Amnesty International</a>, una raccolta<em> </em>73 registrazioni inedite di brani di Bob Dylan (l’edizione digitale contiene tre brani bonus) interpretate da oltre 80 artisti, prodotta con l'etichetta di Universal Record.</p>
<p>Oltre 80 artisti internazionali, del calibro di <strong>Patty Smith</strong>, <strong>Adele</strong>, <strong>Sting, Lenny Kravitz</strong> e tanti altri, hanno reinterpretato questi brani per celebrare il 50esimo anniversario di Amnesty International. Un gruppo eterogeneo non solo per genere musicale ma anche per età, dal 19enne<strong> Miley Cyrus</strong> ai 92 anni di una leggenda della musica folk come <strong>Pete Seeger</strong>, che ha registrato una commovente versione di "Forever Young" con un coro di bambini.</p>
Esperti d'interventi in emergenza
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<p><strong>Oltre l’emergenza, progettando il futuro</strong> è il laboratorio di formazione proposto dal Settore Educazione alla Pace ed alla Mondialità per condividere esperienze, confrontarsi su metodologie di lavoro e acquisire competenze sugli interventi in contesti di emergenza.</p>
<p>Il laboratorio è articolato in 3 week end che si svolgeranno a <strong>L’Aquila</strong>, dove siamo presenti per continuare ad essere vicini alle persone colpite dal terremoto del 6 aprile 2009.</p>
<p>Il programma<br /> 16-17-18 MARZO: Oltre la cronaca: QUANDO L’EMERGENZA SCONVOLGE LA QUOTIDIANITA’</p>
<p>20-21-22 APRILE : ORGANIZZARE AZIONI ASCOLTANDO IL TERRITORIO. Metodologie ed esperienze.</p>
<p>11-12-13 MAGGIO: L’OPERATORE NELLE EMERGENZE. AGIRE SUI PROBLEMI E PROMUOVERE CITTADINANZA.</p>
<p>Note tecniche</p>
<p>Gli incontri del laboratorio si svolgeranno dalle 19.30 del venerdì alle 13.00 della domenica.</p>
<p>Si richiede un contributo di € 200,00, comprensivo del materiale didattico e delle spese di vitto ed alloggio.</p>
<p>Il percorso è aperto ad un massimo di 30 partecipanti, di età superiore ai 20 anni.</p>
<p>Ai partecipanti verrà rilasciato un attestato di frequenza.</p>
<p>La domanda di partecipazione (<a href="http://www.caritasroma.it/2012/01/oltre-lemergenza-progettando-il-futuro/">scaricabile qui</a>), con CV allegato, dovrà essere consegnata (a mano in ufficio, via fax al n. 06.6988.6250, via mail all’indirizzo sepm@caritasroma.it) entro il <strong>25 febbraio 2012</strong>. I colloqui di selezione avverranno tra il 27 febbraio e il 2 marzo.</p>
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Sciocchezzaio neoliberista 2. E’ la volta di Brunetta
Anche in America ai tempi di Reagan, agli albori della rivoluzione neoliberista ora arrivata al termine in un generale senso di frustrazione, si scatenò una campagna di discredito verso il “lavoro pubblico”.
Essa è stata riproposta (con la complicità di chi avrebbe dovuto avere a cuore il lavoro pubblico non meno che la sua serietà, onestà [...]
Una visione alternativa dell’impresa alla luce della crisi
Qualche settimana addietro ho promesso una riflessione un po’ più organica sul tema della connessione tra CSR e crisi economico finanziaria. Mi è capitato poi di svolgerla per una giornata di studio indetta dal sindacato che, secondo il ministro mio omonimo, sarebbe quello dei “cattivi”, “dogmatici” e “chiusi” alle innovazioni delle relazioni industriali: a me è parso che [...]
Pensare alla CSR a partire dalla crisi del capitalismo dello shareholder value
Questo blog è stato silente per più di qualche settimana. La ragione è che oggi parlare di CSR – almeno per me – è impossibile senza argomentare a partire dalla crisi economica internazionale. La connessione tra i due fenomeni è in un certo senso evidente. Ma i fili del ragionamento che portano dall’una all’altra, in [...]
Kramer Vs Kramer
Questo intervento ha a che fare per metà con la CSR , l’oggetto della rubrica, e per metà con un tema ancora più importante: la Costituzione. Ovvero il rispetto di quell’insieme di principi e di norme che consente alla società di stare assieme, e senza il quale nemmeno la responsabilità sociale di impresa avrebbe ancoraggio [...]
Sciocchezzaio neo-liberista
Buongiorno. Questo blog si occuperà nei prossimi mesi di due temi: a) l’economia, vista con gli occhi dell’etica (razionale, non teologica) ; b) la responsabilità sociale di impresa.
Di tanto in tanto un certo spazio sarà dato allo “sciocchezzaio neo-liberista”, con il quale oggi cominciamo. Gli autori preferiti a tale proposito sono – non me ne [...]
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Dal Cittadino di Recanati (RSS)
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